Di Angelo Fabbri, di cui ero amico anch’io

Leggo pochi romanzi, troppo pochi. Molta poesia, molti fumetti, molte letture critiche non mi lasciano molto altro tempo. Ho fatto un’eccezione per questo che non è in verità un romanzo, poiché racconta una storia vera, accaduta molti anni fa, di un gruppo di amici, a Bologna, nei tardi anni Settanta, al cui centro c’era Angelo Fabbri, poi assassinato in circostanza misteriose la notte del 30 dicembre 1982. Si tratta di Ero amico di Angelo Fabbri. Bologna: un gruppo di studenti, un delitto del Dams, scritto da Enrico Gulminelli, pubblicato da Pendragon, prefazione di Carlo Lucarelli.

Quello di Angelo è stato il primo dei cosiddetti delitti del Dams, categoria incerta ma mediaticamente riuscita, a cui apparteneva anche il delitto Alinovi e altri due, assai più incertamente collegabili al Dams. Il libro ha il grande pregio di parlare abbastanza poco del delitto in sé, mentre racconta molto della vita di quegli anni e della grande amicizia che legava l’autore ad Angelo e agli altri del gruppo.

Ero amico anch’io di Angelo Fabbri, e conoscevo più o meno bene praticamente tutte le persone di cui nel libro si parla. Alcune le frequento tuttora. Per questo non sono la persona più indicata per dare un giudizio critico: troppo coinvolgente per me, troppa memoria, troppa malinconia e troppa angoscia.

Ma forse la stessa malinconia e la stessa angoscia, ribaltati in positivo come sa fare la letteratura, potrebbero arrivare anche a chi non abbia vissuto in prima persona quelle esperienze. Un buon libro è fatto anche per questo.

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