Dei miracoli e della credenza

Permettetemi una (sentita) divagazione. Incrocio questo articolo interessante su Nazione Indiana, e, pur approvando incondizionatamente quello che c’è scritto (compresa l’ammirazione per l’impegno sociale di Émile Zola), mi permetto di aggiungere una piccola riflessione personale sul miracolo e sulla religione.

Zola dubitava (ragionevolmente) della verità dei miracoli che avvenivano (e avvengono) a Lourdes. Ne dubito anch’io. Ma supponiamo per un attimo che siano veri, e che ci siano veramente delle guarigioni inspiegabili in quel luogo. Che cosa ne consegue? Che esiste Dio? Non sappiamo neanche come facciano a esistere i buchi neri, ma nessuno prende questo come prova dell’esistenza di Dio.

Allora il miracolo sarebbe non solo qualcosa per cui non abbiamo una spiegazione naturale, ma qualcosa per cui non abbiamo una spiegazione naturale e che non appartiene a una categoria di fatti inspiegati del medesimo tipo? Come dire, se succede regolarmente non è un miracolo (è solo qualcosa per cui non è ancora stata trovata una spiegazione), mentre se succede una tantum lo è. Ma le guarigioni di Lourdes appartengono a una categoria: sono tutte guarigioni che accadono a Lourdes.

Prima di tirare in ballo la divinità, bisognerebbe saperne molto di più di quanto ne sappiamo sui processi naturali. C’è stato un tempo in cui i vulcani e i terremoti erano manifestazioni del divino: come facciamo a dire che un domani non potremo spiegare naturalisticamente le guarigioni improvvise? (sempre che esistano, certo) Magari a Lourdes valgono alcune regole fisiche differenti; e magari ci sono altri posti in cui succede lo stesso.. Che oggi qualcosa ci appaia inspiegabile non comporta che sempre quel qualcosa resterà inspiegabile.

Il fatto è che le guarigioni improvvise colpiscono l’immaginario popolare assai più dei buchi neri; e hanno un legame mitico con un’idea primitiva di divinità, che si manifesta frequentemente nel mondo. Ma una divinità che si manifesta frequentemente nel mondo mi pare più vicina a Zeus e Apollo che non al Dio delle religioni monoteiste. Una divinità che si manifesta nel mondo ne è inevitabilmente parte, e quindi può certamente essere un dio che ci guarda dall’alto, ma non il Dio onnipotente e onnisciente.

Insomma, sempre che esistano, i miracoli di Lourdes sono la prova che ci sono un sacco di cose ancora da imparare del mondo che ci circonda, compreso – magari – che esistono gli dei dell’Olimpo, del Wahlalla, o di qualche altro empireo; o che magari a Lourdes stesso abita uno di questi dei. Non sono certo la prova che il papato dice la verità (e tutto questo indipendentemente dal fatto che il Dio monoteista esista o meno, e che ci crediamo o meno).

Oppure (tanto per restare in tema cristiano) se in realtà fosse il diavolo a compierli? Penso che molto dipenda da quello che noi vogliamo credere. D’altra parte, questo è anche il limite della stessa conoscenza scientifica.

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